Appoggiare materiale e fogli di carta sulla barriera frontale di una cappa biohazard può causare problemi di aspirazione e un forte rischio per l’utilizzatore ed il laboratorio.Omicron Italia vi spiega a cosa bisogna prestare attenzione.

Utilizzo errato della cappa come ripostiglio

Spesso e sovente la cappa laboratorio viene utilizzata in modo errato come un vero e proprio ripostiglio: si pensa solo all’ultimo di poterla utilizzare veramente come un dispositivo di protezione collettiva quale essa è. E’ necessario sottolineare l’importanza di questa cosa perché tutto il materiale inserito all’interno nella cappa al di fuori di quello che è strettamente necessario per le manipolazioni, potrebbe andare ad alterare la funzionalità del dispositivo di protezione collettiva. La presenza di molto materiale all’interno della cappa, soprattutto se posto in prossimità delle griglie di ripresa, può ostacolare infatti la corretta aspirazione dell’aria causando una riduzione dell’efficacia della barriera frontale e conseguente pericolo per l’utilizzatore ed il laboratorio.

Che cos’è la cappa biohazard?

La cappa biohazard (rischio biologico) è una cabina impiegata per eliminare aerosol di agenti biologici che potrebbero rappresentare un pericolo per l’operatore e per l’ambiente di lavoro. Esistono 3 tipologie di cappa biohazard. MSCI, costruita per proteggere l’operatore e l’ambiente di lavoro ma non il prodotto manipolato al suo interno. MSC II, studiata in modo che il lavoratore sia protetto, il rischio di contaminazione del prodotto sia minimo o assente, la cross contamination sia bassa e la fuga di contaminazioni di particelle aeree generate all’interno della cabina sia controllata per mezzo di un appropriato flusso d’aria filtrata sia interna che di scarico. MSC III, creata per proteggere l’operatore tramite una barriera fisica, l’ambiente di lavoro e il prodotto manipolato al suo interno.

Cabine di sicurezza microbiologica

Le cabine di sicurezza microbiologica sono dispositivi di protezione collettiva (DPC), fondamentali per la protezione dell’utilizzatore e delle persone presenti nel Laboratorio. Queste vengono costruite secondo la normativa europea, recepita anche in Italia, UNI EN 12469 la quale, oltre a vincolarne la costruzione, raccomanda di creare, sotto responsabilità dell’RSPP ed in funzione della mole d’utilizzo, un piano di manutenzione preventiva programmata atta al mantenimento dello stato originale delle cabine e alla valutazione del grado di pulizia dell’aria.

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