Cos’è il contenimento di una cappa chimica?

Cos’è?

Si dice che una cappa ha CONTENIMENTO quando tutti i vapori tossici generati da manipolazioni e trattamenti effettuati all’interno di essa vengono contenuti della cappa garantendo la protezione dell’utilizzatore e delle persone presenti nel Laboratorio.

Spesso si pensa “basta che la cappa tira ed io sono protetto”, oppure “la mia cappa è certificata quindi va bene”.

NON E’ COSI’, NON TUTTE LE CAPPE CHIMICHE HANNO CONTENIMENTO!

Questo perché ci sono diverse varianti da calcolare, come ad esempio:

– Velocità frontale del flusso dell’aria. Non basta un flusso alto per esser protetti. Un flusso molto alto spesso porta turbolenze e fuoriuscita di materiale che va ad investire l’operatore, annullando l’efficacia della cappa;
– Correnti d’aria tangenti alla barriera frontale. Una corrente d’aria tangente alla barriera frontale della cappa di 0,2 m/s, simulabile con il passaggio di un operatore a circa 1 metro, oppure simulabile con l’aria del climatizzatore puntata sull’apertura frontale, può creare turbolenze e fuoriuscita di materiale che va ad investire l’operatore;
– Ambiente d’installazione della cappa. Una cappa con un flusso potenzialmente adeguato, installata in un ambiente non conforme mette in pericolo gli operatori.
Ecco perché la normativa UNI EN 14175 RACCOMANDA SEMPRE DI TESTARE IL CONTENIMENTO DELLA CAPPA NEL LUOGO D’INSTALLAZIONE, per avere la certezza che l’utilizzatore e delle persone presenti nel Laboratorio siano protetti.

LA TUA CAPPA HA CONTENIMENTO?