Cappa Chimica Aspirante a Espulsione Totale

Cos’è?

Le cappe da chimica, generalmente costituite da una cabina chiusa dotata di uno schermo frontale apribile in cui si eseguono manipolazioni e trattamenti che generano una diffusione di vapori tossici, sono uno strumento fondamentale per la protezione in laboratorio dell’operatore dal rischio di inalazione di sostanze chimiche volatili nocive alla salute.
Le cappe da chimica ad estrazione totale, nello specifico, con la loro canalizzazione per aria esausta all’esterno, sono la soluzione più convenzionale e sicura.
Si compongono di una struttura d’arredo a se stante (la cappa) e di un impianto di estrazione d’aria (un motore remoto/esterno e canalizzazione).
In queste cappe, l’aria che entra attraverso l’apertura frontale, ad una velocità che garantisce una depressione sufficiente ad impedire qualsiasi fuoriuscita delle sostanze tossiche utilizzate, rimuove il contaminante presente nella cappa trasportandolo con un flusso d’aria ascendente nella parte superiore della cabina dove la canalizzazione lo accompagna verso il pacchetto filtrante (non sempre previsto), il quale lo neutralizza permettendo l’espulsione dell’aria affinata all’esterno.
La costruzione, l’installazione e la manutenzione di questa famiglia di cappe è definita nella normativa UNI EN 14175.

Manutenzione ordinaria? Quando e perché.

La manutenzione ordinaria su uno strumento di protezione collettiva è fondamentale per garantire la salute dell’operatore e dei fruitori del laboratorio.
Purtroppo in Italia, per quanto riguarda le cappe da chimica, vige ancora una situazione di forte confusione generata dal fatto che non esiste una legge o una normativa che ne vincoli tempi e modalità di svolgimento.
I produttori di cappe, che solitamente indicano nella documentazione tecnica a corredo la periodicità degli interventi di manutenzione ordinaria, si dividono in due scuole di pensiero: chi consiglia verifiche semestrali e chi verifiche annuali.

NON ESISTE UNA VERITA’ ASSOLUTA.

Bisogna valutare, caso per caso, cappa per cappa, diversi aspetti quali:

– mole di funzionamento della cappa;
– sostanze utilizzate all’interno della medesima;
– corretto utilizzo dell’operatore;
– pulizia dell’ambiente di lavoro;
– stato di usura del motore;
– progressivo intasamento del pacchetto filtrante (se del caso);
– presenza/frequenza di eventuali allarmi.
Anni di esperienza sul campo, però, ci portano a consigliarvi per questa tipologia di eseguire una manutenzione semestrale, se provvista di pacchetto filtrante, in maniera tale da calcolare l’effettiva perdita di carico, e annuale qualora ne fosse sprovvista.